La vicenda del tesoriere della Margherita è una vicenda di una gravità assoluta per questo è urgente e necessario aprire a tutto campo un dialogo alto sulla politica, diversamente rischia di rappresentare un colpo mortale per un sistema politico già in crisi e che deve fronteggiare un'ondata di anti-politica pari a quella dei tempi di Tangentopoli. La politica non è tutta uguale e non siamo tutti ladri, ma a causa di una crisi morale che è stata sottovalutata, può essere travolta.
Condivido totalmente l'intervento di Alfredo Reichlin sull'Unità di ieri, si chiede "cosa aspetta il Pd ad aprire con la gente un dialogo più alto e più serio sulla crisi della politica? La crisi è molto grave. I corrotti ci sono, ma la classe politica non è una banda di ladri. Perciò va benissimo espellere le "mele marce". deferire gli indagati alla commissione di garanzia.
Occorre domandarsi del perché la crisi sia così profonda e la democrazia malata e impotente. E quindi deve riguardare il problema della sua riforma. Questo è il nostro compito e il nostro dovere. Cogliamo l’occasione del tesseramento accompagnandolo ovunque e in modo capillare da una profonda discussione sulla crisi che coinvolge la politica.
Non possiamo più accettare che di noi si parli solo per dire che il Pd "non esiste": "non parla", "non sa cosa vuole". Altroché se esiste. Con tutti i suoi limiti esso rappresenta il solo perno solido dell'operazione "salva Italia".
La posta in gioco è altissima e occorre pensare al dopo Monti, perchè i poveracci stanno pagando un conto salato, mentre i poteri forti che hanno ridotto l'Italia allo sfascio, il rischio è che restino al comando.
Altro che articolo 18, il lavoro umano è stato emarginato e umiliato, oggi sempre più un miraggio, ed è bene non dimenticarlo, il lavoro è il garante dei diritti politici e civili di tutti.
La base dello Stato democratico e
Fornero e Monti devono saperlo.