"Art. 3. della Costituzione Italiana - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti allalegge […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese." La legislazione italiana in tema di lavoro è riconosciuta una delle più avanzate.Anche nel campo delle Pari Opprtunità il nostro paese ha già fatto scelte legislative importanti. Nonostante ciò, molti sono ancora oggi gli ostacoli alla presenza attiva delle donne nel mondo del lavoro e nelle istituzioni. Il convegno ha fatto il punto della situazione, partendo dai dati relativi al nostro territorio; per aiutare a capire le dinamiche quotidiane presenti nel rapporto donne – lavoro; per contribuire a diffondere ed immaginare pratiche positive, dentro un’organizzazione del lavoro anche a misura di donna, in cui la flessibilità non sia precariato, la valorizzazione del merito non sia competizione spietata, il tempo di lavoro sia compatibile col tempo di vita e di cura. Considerazioni conclusive Osservo con soddisfazione che il tema proposto in questo convegno si è dimostrato un argomento di grande interesse e decisamente unificante, pur nelle diverse e tutte egualmente utili accentazioni.Un dibattito intenso, supportato egregiamente da una lettura condivisa dei dati della realtà illustrati, che ci hanno consentito di delineare alcuni spunti significativi, se non addirittura progettuali. Innanzitutto l’’affermazione che il lavoro delle donne è una risorsa fondamentale del Paese, capace di rappresentare il valore aggiunto in un momento di crisi e in grado di accelerare in positivo alcuni processi economici, sociali e culturali in atto, che stanno letteralmente cambiando il mondo. In secondo luogo raccolgo con soddisfazione la volontà da più parti espressa, che riconosce la necessità di trovare luoghi e pratiche per un confronto costante su questo tema. Non un ennesimo tavolo, visto che ce ne sono già e di validi (Network occupazione, Camera di Commercio, momenti di confronto tra le parti sociali). Quello che serve è mettere in atto nella nostra Provincia una modalità di coordinamento sistematico tra i vari soggetti e impegnarli su una agenda concreta.Un’altra esigenza è dare il via all’Osservatorio provinciale, affinché diventi il luogo del monitoraggio, della valutazione, della accessibilità dei dati e della proposizione delle azioni di conciliazione, condivise da tutti gli attori dello sviluppo economico del territorio. Rinnovo il saluto e il ringraziamento agli intervenuti, esprimendo un intento che penso sia da tutti condiviso: che le cose dette, i propositi affermati, non rimangano lettera morta, anche per non deludere soprattutto gli studenti del Bertacchi, del Parini e di Villa Greppi che con molta pazienza hanno seguito i lavori di questo convegno.
ATTI DEL CONVEGNO
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